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Durkheim: la relazione tra coesione sociale e devianza

Classe 3H

Oggi abbiamo parlato della relazione che esiste, secondo Durkheim, tra coesione sociale e devianza. Si tratta di un aspetto molto interessante del pensiero del sociologo francese, che anticipa alcune concezioni contemporanee, come quelle di Parsons.

Il crimine, sostiene Durkheim, è e ineliminabile. Anzi, una sua totale estirpazione sarebbe un danno perché la devianza ha la funzione latente di aiutare a mantenere la coesione. Quando una legge viene violata, la società provvede alla sanzione e la cosa acquista un valore simbolico, che ribadisce la coscienza collettiva. Infatti, le pene gravi, per D., non hanno alcun valore come deterrenti, ma valgono come rafforzamento della coscienza collettiva.

Scarica la scheda su Durkheim su Doceo.

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Durkheim

Classe: 3H

Oggi abbiamo cominciato a studiare Durkheim. In particolare abbiamo parlato dei seguenti concetti:

  • Durkheim ha dato un importante contributo nel processo che ha portato la Sociologia ad essere riconosciuto come una disciplina autonoma, con un proprio oggetto di studio, distinto dalle altre scienze umane.
  • Durkheim è stato il primo (insieme a Tocqueville) a mettere in pratica i metodi empirici elaborati da Comte, in particolare nell’occasione della sua nota ricerca intorno alle cause sociali del suicidio.
  • L’analisi di Durkheim sulle cause sociali dei suicidi contiene un’importante novità che segna la nascita del concetto di “fatto sociale”. Il suicidio infatti viene analizzato da un punto di vista nuovo, sociologico appunto.

In questa pagina di Doceo trovate la dispensa che stiamo utilizzando e un testo di approfondimento (facoltativo).

Bamboccioni, sfigati, mammoni: la rimozione della colpa

Consiglio la lettura di un interessante articolo di Ilvo Diamanti, in cui la questione attuale della acrimonia del maturo establishment verso i giovani (bamboccioni, sfigati, irriducibili del posto fisso vicino a mamma e papà, fino a ieri simbolo del futuro, oggi considerati emblema della resistenza alla modernizzazione, al pari di tassisti e notai  …) viene vista da un punto di vista sociologico che sfuma quasi nella psicoanalisi, tirando in ballo la categoria del senso di colpa. Colpe dei giovani: quali sarebbero? A guardare le statistiche, molte accuse nei loro riguardi (per esempio che non vogliono muoversi per cercare lavoro) sembrano prive di fondamento. Colpe dei loro genitori: aver accumulato un immane debito pubblico che oggi frena sviluppo economico e mercato del lavoro. Spostare le colpe sui giovani non sarà forse l’effetto di un meccanismo di rimozione delle proprie colpe?
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