Scienze Umane

L’esperienza artistica

L’esperienza artistica supera i limiti della logica, permette di essere se stessi e altro da sé allo stesso tempo, di essere prossimi e lontani. Ciò che nella vista diretta sarebbe insopportabile (come il sole agli occhi dello schiavo appena uscito dalla caverna, nel mito platonico), nella rappresentazione, nella messa in scena, diviene sopportabile. La messa in scena, allo stesso tempo, attenua e intensifica l’oscura forza vitale che domina ogni uomo. Facciamo esperienza del fondo tragico del nostro esistere, senza impazzire, mantenendo, paradossalmente, il distacco nell’immedesimazione.

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L’uomo multitask

L’Uomo Multitask, coerentemente, è in grado di fare e di gestire molte cose insieme. All’ora – pardon: la mezz’ora – di pranzo con una mano mangia il panino più o meno caldo, o qualcos’altro, con l’altra scorre il giornale, mentre con lo smartphone e il blue tooth parla con qualcuno. Senza rinunciare a dare un occhio alle notizie che passano in tivù. I più virtuosi  riescono a utilizzare le due orecchie per funzioni diverse: ascoltano musica, oppure la radio e, insieme, telefonano magari accompagnando, con la voce, il ritmo della musica.

http://www.repubblica.it/rubriche/bussole/2012/04/06/news/avanza_l_uomo_multitask-32834930/?ref=HREC2-8

Guardandosi allo specchio

L’antipolitica è una pratica deteriore che mina le fondamenta delle istituzioni. L’idea che una democrazia possa fare a meno dei partiti è terreno fertile per svolte autoritarie. Le inchieste di Rizzo e Stella, pubblicate dal Corriere , sui costi (scandalosi) della politica sono state lette da più parti con fastidio e disprezzo. Eppure non erano e non sono animate da un pernicioso qualunquismo, ma da una seria preoccupazione per l’immagine pubblica degli organi dello Stato e per la dignità dei rappresentanti della volontà popolare.

continua: http://www.corriere.it/editoriali/12_aprile_05/guardandosi_allo_specchio-debortoli_d4491b34-7edb-11e1-a959-e67ffe640cb1.shtml

Articolo 18, ecco la nuova formula nata dall’accordo governo-partiti

Tratto da: http://www.repubblica.it/politica/2012/04/05/news/articolo_18_riforma_fornero-32778618/

Ecco il quadro completo delle modifiche all’articolo 18 che saranno previste nell’articolo 14 (il testo 3) del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro. Rimane in vigore la soglia dei 15 dipendenti, sotto la quale l’articolo 18 non si applica.

COM’È OGGI COME SARÀ
Licenziamento individuale per motivi economici * Il licenziamento individuale per motivi economici, riconosciuti come validi, è già previsto e non dà diritto né al reintegro né all’indennizzo. Non cambia
– applicabile fino a 4 dipendenti nell’arco di 120 giorni
Se il giudice ritiene non valido il motivo economico addotto dall’azienda, può decidere il reintegro del lavoratore. Sarà il dipendente, nel caso, a scegliere in alternativa l’indennizzo. Se il giudice ritiene non valido il motivo economico addotto dall’azienda, dovrà decidere per l’indennizzoeconomico, che sarà tra le 12 e le 24 mensilità in base alle dimensioni dell’azienda, dell’anzianità del lavoratore e del comportamento delle parti nella fase di conciliazione.
L’unico caso in cui il lavoratore avrebbe diritto alreintegro è se il giudice trovasse che i motivi addotti dall’azienda sono “manifestamente insussistenti”

L’onere della prova è a carico dell’azienda. Se il giudice valuta che le motivazioni economiche nascondo motivi discriminatori o disciplinari, si ricadrà nei casi qui di seguito. Non cambia

Licenziamento per motivi disciplinari Se il giudice riconosce validi motivi disciplinari, non scatta né il reintegro né l’indennizzo Non cambia
Come per i licenziamenti per motivo economico, il giudice che ritiene non valido il motivo disciplinare addotto dall’azienda, può decidere il reintegro del lavoratore. Sarà il dipendente, nel caso, a scegliere in alternativa l’indennizzo. Di fatto, oggi non esiste differenza Il giudice avrà di fronte due alternative:
1. se il fatto imputato al lavoratore non sussiste, o non è stato commesso dal lavoratore o se è un motivo punibile con una sanzione conservativa (secondo i contratti di settore), allora deciderà per il reintegro, in aggiunta al pagamento della retribuzione per tutto il periodo tra il licenziamento e il reintegro stesso.
2. in tutti gli altri casi di motivo ingiustificato ci sarà l’indennizzo, che lo stesso giudice stabilirà tra le 12 e le 24 mensilità in base alle dimensioni dell’azienda, dell’anzianità del lavoratore e del comportamento delle parti

Licenziamento per motivi discriminatori Se il giudice non riconosce la discriminazione, il licenziamento resta valido Non cambia
 – Si applica anche alle aziende con meno di 15 dipendenti Il lavoratore può impugnare il licenziamento e deve dimostrare davanti al giudice che è stato discriminatorio. Se il giudice ritiene fondato il ricorso, annulla il licenziamento e reintegra il lavoratore. Il lavoratore può decidere di optare per un indennizzo di 15 mensilità. Non cambia


Elogio dell’educazione lenta

Nel campo educativo la lentezza non è un limite, se permette di guadagnare in profondità, estensione ed efficienza.

continua: http://www.educationduepuntozero.it/community/elogio-dell-educazione-lenta-407904979.shtml

Prassi educativa e neuroscienze: ambienti di apprendimento per lo sviluppo umano

I recenti sviluppi delle neuroscienze sembrano confermare diversi elementi di una didattica socio-costruttivista che vede nell’interazione sociale e nella costruzione attiva dei significati da parte dei bambini il suo fulcro principale. Un ambiente di apprendimento equilibrato dovrebbe incuriosire e sollecitare continuamente la mente dei bambini senza farli mai sentire minacciati o insicuri.

continua: http://www.educationduepuntozero.it/didattica-e-apprendimento/prassi-educativa-neuroscienze-ambienti-apprendimento-lo-sviluppo-umano-4020903252.shtml

La passione d’apprendere e insegnare secondo Hillman

Apprendere e insegnare sono due impulsi naturali in relazione fra loro; una diade inscindibile che avviene a prescindere dai tempi, dai luoghi, dalle forme. L’eredità di Hillman a poche settimane dalla sua scomparsa.

continua: http://www.educationduepuntozero.it/racconti-ed-esperienze/passione-d-apprendere-insegnare-secondo-hillman-4025178080.shtml

L’importanza degli aspetti comunicativi nel concreto rapporto docente/alunno

È ormai assodato che la comunicazione interpersonale, verbale e non verbale, rappresenti uno degli aspetti più rilevanti del processo educativo. Quali suggerimenti, spunti e suggestioni possono trarre docenti e operatori della scuola dalle ricerche condotte nell’ambito delle scienze sociali? Presentazione del nuovo libro di Alba Porcheddu, “Didattica e comunicazione, antropologia della comunicazione e processi didattico-educativi” (Anicia, Roma, 2011).

continua: http://www.educationduepuntozero.it/didattica-e-apprendimento/importanza-aspetti-comunicativi-concreto-rapporto-docentealunno-4029815222.shtml

Guida alla riforma dell’articolo 18

Ecco cosa cambierà, stando allo stato attuale della riforma dell’articolo 18

(tratto da http://www.corriere.it/economia/12_marzo_23/articolo-18-la-grande-svolta-del-lavoro-flessibile-enrico-marro_f04af86a-74d7-11e1-9cbf-6c08e5424a86.shtml)

Licenziamenti
Il licenziamento potrà avvenire per motivi economici, attinenti all’attività produttiva e all’organizzazione del lavoro. Possono poi esserci i licenziamenti per motivi disciplinari, e per questi il giudice potrà decidere se serve un indennizzo o il reintegro. Per il licenziamento valutato discriminatorio il giudice decide il reintegro
Indennità
La misura dell’indennità in caso di licenziamento sarà decisa dal giudice, per una durata fra i 15 e i 27 mesi. L’Aspi, Assicurazione sociale per l’impiego, entrerà a regime nel 2017 rimpiazzando l’indennità di mobilità. Dovrebbe partire dal 70% per gli stipendi fino a 1.250 euro. Il limite massimo è fissato a 1.119 euro al mese
Precari
Per i giovani precari lo strumento principale d’inserimento diventa l’apprendistato, ma le aziende potranno ricorrervi solo se poi assumono una parte degli apprendisti. Per il lavoro a tempo determinato ci sarà un contributo extra dell’1,4%, in parte recuperabile in caso di stabilizzazione. Stretta sul falso lavoro autonomo in realtà subordinato
Giudice
Il ruolo del giudice resta centrale nelle controversie di lavoro. Sarà infatti il magistrato (salvo ulteriori modifiche) a decidere sulle indennità prevista in caso di licenziamento per motivi economici. Deciderà sull’attribuzione e sull’entità che può andare da un minimo di 15 mesi a un massimo di 27 mesi
Termine
La riforma non elimina ma di fatto disincentiva i contratti a termine attraverso la penalizzazione dell’1,4% di versamenti contributivi in più. Questi in parte potranno essere rimborsati se il lavoratore viene stabilizzato. Alcuni temono che le imprese comprimano i salari netti per finanziare l’1,4% in più di contributi
Ammortizzatori
Resta la cassa integrazione, ma con alcune modifiche. Anche la cassa integrazione straordinaria rimane ma, dice il ministro Elsa Fornero, sarà «ripulita»: non varrà per cessazione di attività e di mobilità. In caso di cessazione di fatto dell’attività dell’impresa, si passa dalla Cig a mobilità e Aspi
Tutele
Fra le tutele inserite spiccano quelle a favore delle donne: viene istituito il divieto di firmare le dimissioni in bianco al momento dell’assunzione. Si inserisce anche la paternità obbligatoria in via sperimentale per tre anni. Le tutele sui licenziamenti sono demandate al giudice: reintegro sui discriminatori o indennizzi in altri casi
Donne
Per le donne arriva una maggiore tutela in caso di maternità. La riforma infatti prevede una stretta sulle dimissioni in bianco che alcune aziende fanno firmare alle lavoratrici assunte. Una condizione illegale che di fatto rende molto rischiosa sotto il profilo lavorativo un’eventuale maternità, che «costringe» le donne alle dimissioni

Il tempo vissuto

Tratto da http://www.biuso.eu/2010/04/14/il-tempo-vissuto/

Il tempo/spazio costituisce l’esperienza fondamentale dell’umano e del suo stare al mondo, è «per ognuno di noi il problema più vivo, più personale» (pag. 5). Anche per questo la radice profonda e l’espressione immediata delle psicopatologie non può che coinvolgere la sua percezione e rappresentazione. Il distacco dalla realtà, qualunque forma essa assuma, è un distacco dal fondamento temporale della vita umana.

Il patologico, mostrandoci che il fenomeno del tempo e probabilmente anche quello dello spazio si situano e si organizzano nella coscienza malata diversamente da come lo concepiamo di solito, mette in rilievo caratteri essenziali di questi fenomeni che, proprio a motivo della poca distanza che ci separa da essi nella vita passerebbero inosservati o sarebbero considerati del tutto naturali. (8)

Il disorientamento temporale si accompagna quasi sempre a un disorientamento nello spazio; la malattia psichica è anche una rinuncia alla dimensione fondamentale del futuro, a quello slancio verso l’ha da essere il cui rallentamento e diminuzione produce «ora l’impossibilità di liquidare le situazioni presenti, ora il sentimento di una determinazione ineluttabile a opera del passato» (279). Della complessità esistenziale e psicologica, della sua varietà, si perdono le differenze e rimane l’identità; si dissolve il molteplice a favore dell’uno; si perde il tempo nel dominio dello spazio. Nello spazio, infatti, «noi cerchiamo il simile e l’identico, nel tempo viviamo il nuovo e il dissimile» (314-315).
La schizofrenia è in gran parte il risultato di tale dinamica esclusiva ed escludente, che tende ad arrestare lo slancio della vita interiore in «atti senza domani, atti congelati, atti a corto circuito, atti che non tendono a concludere» (265), tanto da poter dire che lo schizofrenico venga «attirato solo da quello che è spazio, che solo così si senta a suo agio, e che fugga tutto ciò che è divenire e tempo» (262).

Se una caratteristica primaria del tempo è il divenire incessante di questa “massa liquida” (Bergson) che sta ovunque intorno e dentro all’io e che plasma l’«io-qui-adesso» (258) del corpo umano, i processi morbosi consistono anche e proprio nel ridurre tale struttura a una immobilità densa e senza futuro, nella quale i ricordi tendono ad assumere sempre più la figura deformata della persecuzione e di una infinita tristezza. La memoria, infatti, non si limita a registrare l’accaduto ma lo reinventa di continuo. La malattia mentale è una reinvenzione parziale, statica, deformata sino all’allucinazione.
Di contro, gli stati d’equilibrio -sempre fragili- della psiche consistono nel mantenimento della «innata solidarietà spazio-temporale» che è «paragonabile a quella della solidarietà organico-psichica» (22). Ha quindi ragione Heidegger, (del cui libro del 1927 Minkowski afferma comunque di non aver potuto discutere) a definire il tempo come avvenire-essente stato-presentante, «gewesend-gegenwärtigende Zukunft» (Sein und Zeit, § 65, p. 916 dell’edizione Mondadori 2006) e il futuro come «il fenomeno primario della temporalità originaria e autentica» (Ivi, § 65, pp. 925-927).

Secondo Minkowski, infatti, c’è un’asimmetria tra passato e futuro: «l’avvenire vissuto ci è dato incontestabilmente in modo più primitivo del passato. Esso reca con sé nella vita il fattore creatore, di cui il passato sembra essere interamente privo» (39). Ogni raggiungimento apre ad altri obiettivi, ogni luogo dispiega nuovi itinerari, ogni qui è un oltre. Dove ciò non accade il corpo è diventato salma. Perché anche questo è il tempo vissuto, «una riserva eterna e inestinguibile di forze, senza la quale non si potrebbe vivere» (76).

I testi che compongono il libro furono redatti lungo una ventina d’anni e a volte emergono differenze e ripetizioni. Il fondamento è tuttavia sempre chiaro e unitario, radicato com’è nelle tesi bergsoniane e husserliane dei dati immediati della coscienza e delle visioni d’essenze. La prima parte è un Saggio sull’aspetto temporale della vita, la seconda mette alla prova i postulati teorici mediante il confronto con numerosi casi clinici. Il risultato è un testo che offre conferma anche empirica della ricchezza teoretica ed esistenziale della temporalità fenomenologica.

Chi sono

Questo sito è stato realizzato dal prof Paolo Giordani