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Category Archives: Pedagogia

Elogio dell’educazione lenta

Nel campo educativo la lentezza non è un limite, se permette di guadagnare in profondità, estensione ed efficienza.

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Prassi educativa e neuroscienze: ambienti di apprendimento per lo sviluppo umano

I recenti sviluppi delle neuroscienze sembrano confermare diversi elementi di una didattica socio-costruttivista che vede nell’interazione sociale e nella costruzione attiva dei significati da parte dei bambini il suo fulcro principale. Un ambiente di apprendimento equilibrato dovrebbe incuriosire e sollecitare continuamente la mente dei bambini senza farli mai sentire minacciati o insicuri.

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La passione d’apprendere e insegnare secondo Hillman

Apprendere e insegnare sono due impulsi naturali in relazione fra loro; una diade inscindibile che avviene a prescindere dai tempi, dai luoghi, dalle forme. L’eredità di Hillman a poche settimane dalla sua scomparsa.

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L’importanza degli aspetti comunicativi nel concreto rapporto docente/alunno

È ormai assodato che la comunicazione interpersonale, verbale e non verbale, rappresenti uno degli aspetti più rilevanti del processo educativo. Quali suggerimenti, spunti e suggestioni possono trarre docenti e operatori della scuola dalle ricerche condotte nell’ambito delle scienze sociali? Presentazione del nuovo libro di Alba Porcheddu, “Didattica e comunicazione, antropologia della comunicazione e processi didattico-educativi” (Anicia, Roma, 2011).

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O la scuola o la vita

Classe 3I

Nell’ambito della riflessione sulla relazione educativa, abbiamo letto e commentato un brano dell’intervento di Norberto Bottani al congresso ADI “O la scuola o la vita”.

Vai alla pagina di Doceo, con il brano e i commenti

La relazione educativa

Oggi, con la classe 3I, abbiamo continuato la riflessione sulla “crisi della scuola” e in particolare sul tema della riflessione educativa.

Vi invito a scaricare questo documento in cui sono riportati alcuni interventi di noti pedagogisti.

La paidéia filosofica

Oggi in Pedagogia, con la classe IH, abbiamo cominciato a parlare del rapporto tra educazione e filosofia (in termini tecnici si chiama paidéia filosofica quella forma di educazione, diffusasi in Grecia a partire dal V secolo a.c., che affonda le sue radici nella cultura filosofica).

Sul libro abbiamo cominciato a leggere il capitolo intitolato “I sofisti, maestri d’arte politica”.

Vi invito a leggere anche questo mio riassunto del tema:

La paidéia filosofica

La nascita della filosofia. In Grecia, intorno al VII secolo a.C., nasce la filosofia (dal greco, philéin = “amare” e sophía = “sapienza”, quindi “amore del sapere”. Il filosofo è “colui che ama il sapere”, chi ricerca con passione la conoscenza). La filosofia è una forma di riflessione e ricerca che, diversamente dalla religione e dal mito, cerca di spiegare la realtà servendosi della ragione. I filosofi diedero un contributo fondamentale alla formazione greca, soprattutto a partire dal V secolo a.C., con il rapido evolversi della società in senso democratico.

Il modello democratico ateniese. Nel periodo che va dalla vittoria sui Persiani (478 a.C.) fino all’inizio della seconda guerra del Peloponneso (431 a.C.), l’intero mondo ellenico conosce una notevole fioritura sociale e culturale: l’economia agraria lascia il posto al nuovo modello artigianale e mercantile; alla società aristocratica chiusa (dove lo status sociale dipendeva dalla nascita) subentra una società dinamica e aperta (caratterizzata dalla mobilità di classe legata alla ricchezza e alla capacità individuale). Dal punto di vista politico, nel V secolo a.C., si afferma ad Atene e in altre città il modello della democrazia diretta assembleare, alla quale tutti coloro che hanno lo status di cittadino possono partecipare in prima persona (sebbene restino comunque esclusi sia le donne, sia gli schiavi e i meteci, cioè gli stranieri liberi). Queste trasformazioni determinano l’abbandono dei temi naturalistici (di cui si erano occupati i primi filosofi) e la centralità dell’interesse per l’uomo. I sofisti e Socrate, sono i maggiori rappresentanti di questo nuovo interesse: per entrambi, la filosofia ha come oggetto l’uomo e la società, e si realizza nella città, in una dimensione sociale e interpersonale[1].

È la democrazia lo spazio dei nuovi filosofi. L’esigenza della formazione politica viene posta per la prima volta con forza, affinché i cittadini possano partecipare attivamente alle discussioni per la risoluzione dei problemi della comunità, alla decisione delle soluzioni e alla loro conversione in leggi. I sofisti furono i primi a offrire un “saper fare” (l’arte di costruire discorsi persuasivi), adeguato alla nuova situazione e ai nuovi bisogni, fondamentale in una democrazia che ha come cuore l’assemblea. Socrate, in polemica con i sofisti, invitava i suoi concittadini ad andare oltre il linguaggio, la retorica, alla ricerca dei valori senza dei quali un uomo non sarebbe tale, né sarebbe un buon cittadino. Con i sofisti e con Socrate si assiste ad una svolta antropologica: lo sguardo filosofico non è più rivolto al mistero dell’universo, ma all’uomo e alla città, con lo scopo di contribuire a risolvere i problemi della comunità. Dalla centralità dell’universo si passa alla centralità dell’uomo, alla ricerca della felicità. L’educazione forma gli individui e ogni individuo forma il proprio destino.

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