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A proposito di Pasqualina

Leggo che ci sarà un nuovo convegno a Macerata sul “fenomeno Pasqualina”, con tanto di docenti, scienziati e medici, mescolati ad uno studioso di parapsicologia. Non capisco esattamente che piega voglia avere questo convegno, ma voglio esprimere il mio personale disagio, di fronte al credito che tali storie “miracolistiche” hanno fra la gente che mi circonda e con la quale convivo. A tal proposito riporto uno scambio di e-mail avuto con uno dei responsabili del Cicap.

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Sulla (im)possibilità di conoscere se stessi

Rileggendo Bergson ho pensato che conoscere se stessi è impossibile. Diciamo meglio: se pensiamo di conoscere noi stessi, la nostra interiorità – ciò che Bergson chiama  durata e che coincide con la coscienza, con la nostra storia vissuta – ecco se pensiamo di conoscere il tempo della vita come se si trattasse di un qualunque meccanismo e quindi con gli strumenti della logica e del linguaggio, allora siamo destinati al fallimento.

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L’esperienza artistica

L’esperienza artistica supera i limiti della logica, permette di essere se stessi e altro da sé allo stesso tempo, di essere prossimi e lontani. Ciò che nella vista diretta sarebbe insopportabile (come il sole agli occhi dello schiavo appena uscito dalla caverna, nel mito platonico), nella rappresentazione, nella messa in scena, diviene sopportabile. La messa in scena, allo stesso tempo, attenua e intensifica l’oscura forza vitale che domina ogni uomo. Facciamo esperienza del fondo tragico del nostro esistere, senza impazzire, mantenendo, paradossalmente, il distacco nell’immedesimazione.

O la scuola o la vita

Classe 3I

Nell’ambito della riflessione sulla relazione educativa, abbiamo letto e commentato un brano dell’intervento di Norberto Bottani al congresso ADI “O la scuola o la vita”.

Vai alla pagina di Doceo, con il brano e i commenti

Durkheim: la relazione tra coesione sociale e devianza

Classe 3H

Oggi abbiamo parlato della relazione che esiste, secondo Durkheim, tra coesione sociale e devianza. Si tratta di un aspetto molto interessante del pensiero del sociologo francese, che anticipa alcune concezioni contemporanee, come quelle di Parsons.

Il crimine, sostiene Durkheim, è e ineliminabile. Anzi, una sua totale estirpazione sarebbe un danno perché la devianza ha la funzione latente di aiutare a mantenere la coesione. Quando una legge viene violata, la società provvede alla sanzione e la cosa acquista un valore simbolico, che ribadisce la coscienza collettiva. Infatti, le pene gravi, per D., non hanno alcun valore come deterrenti, ma valgono come rafforzamento della coscienza collettiva.

Scarica la scheda su Durkheim su Doceo.

Il punto di vista del ricercatore

Classe 5H

Oggi abbiamo ripreso le lezioni di metodologia della ricerca, affrontando la questione del “punto di vista del ricercatore”, sottolineando in particolare come non è possibile condurre una ricerca neutro e puramente oggettiva. Ogni ricerca, soprattutto in campo sociale, è influenzata dal punto di vista del ricercatore (la sua storia personale, la cultura di appartenenza, ecc.) e anche dal punto di vista dei soggetti studiati (tramite interviste, questionari, ecc.). Per non incappare in gravi distorsioni e superare i pregiudizi induttivisti è necessario prendere consapevolezza del proprio punto di vista ed esplicitarlo. Sarà inoltre fondamentale mettere la propria ricerca in sinergia con altre ricerche in modo da poter contribuire ad una visione multiprospettica.

Questi temi sono presenti sul libro di testo a pag. 163 (parag. 1.9) e 165 (parag. 2.2)